Teatro Goldoni | Programmazione Professionisti
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Programmazione Professionisti

8-gen

NOTTE DI FOLLIA

di JOSIANE BALASKO
con ALESSANDRO MARMORINI, DEBORA CAPRIOGLIO, CORRADO TEDESCHI
regia ANTONIO ZAVATTERI

Un incontro inatteso al bar della stazione. Un noto conduttore di un programma tv beve per dimenticare e, brillo, sotto gli occhi di un barista irriverente e dalla
battuta pronta, importuna una cliente. Lei, da poco uscita di prigione, non si lascia mettere i piedi in testa e anzi risponde per le rime.
Due persone agli antipodi, sole e accomunate dallo stesso segreto, iniziano un dialogo divertente e serrato finché, man mano che la notte si fa più assurda, emerge il vero malessere che pervade e unisce queste due singolari anime. L’amnesia, al risveglio del protagonista Jacques, trasporterà i tre personaggi in un turbinio di follia dove, tra offese, battute e malintesi, emerge ciò che veramente conta, ciò che attira un essere umano verso l’altro. Tratto da “Nuit D’Ivresse” di Josiane Balasko, attrice e autrice francese di cinema e teatro fra le più acclamate, “Notte di follia” è un testo divertente e di grande intelligenza.

23-gen

SENTO LA TERRA GIRARE

di TERESA MANNINO E GIOVANNA DONINI
con TERESA MANNINO
regia TERESA MANNINO

Siciliana fortemente legata alla sua terra, laureata in filosofia, Teresa Mannino ha studiato teatro a Milano che è diventata la sua città d’adozione. Solare presenza del panorama italiano, la cabarettista e conduttrice coniuga una raffinata tecnica attoriale con una capacità di improvvisazione assolutamente spontanea e originale. La sua comicità è graffiante, leggera, intelligente e sottile. Le sue storie dalla Sicilia attraversano tutta l’Italia per fermarsi nel grande Nord, per accendere un sorriso, far riflettere, scatenare una risata.

2-feb

TUTTA CASA, LETTO E CHIESA

di DARIO FO e FRANCA RAME
con VALENTINA LODOVINI
regia SANDRO MABELLINI

Tutta casa, letto e chiesa è uno spettacolo sulla condizione femminile e in particolare sulle servitù sessuali della donna. Si ride, e molto, ma con grande amarezza. Portato in scena da Franca Rame alla Palazzina Liberty a Milano nel 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista, il testo è stato allestito in oltre trenta nazioni: segno che la condizione femminile deve ancora fare progressi in molte parti del mondo. Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo. O meglio il suo sesso, sempre metaforicamente presente, enorme, che incombe… e che schiaccia le donne!

26-feb

IL BERRETTO A SONAGLI

di LUIGI PIRANDELLO
con CLELIA PISCITELLO, GIANNA GIACHETTI LINA, BERNARDI GIOVANNI, SANTANGELO CLAUDIO, MAZZENGA MARIA e LAURA CASELLI
regia SEBASTIANO LO MONACO

“Una commedia nata e non scritta”, così Pirandello ha definito il suo Berretto a sonagli. Su questo pensiero ho costruito la mia regia: viva e non scritta. Tutti gli attori in questo spettacolo hanno cercato di essere personaggi vivi e veri. Ma la ragione per la quale mi sono appassionato a questo progetto è il personaggio di Ciampa, apparentemente grottesco, è in realtà straziante, ma soprattutto è il più moderno degli eroi pirandelliani. Il berretto è la storia di un uomo giovane che tradito dalla moglie accetta la condanna e la pena di spartire l’amore della propria donna con un altro uomo, pur di non perderla. Un tema drammatico e attuale che si voglia o no. Per tradizione questo personaggio è stato affrontato da attori avanti con gli anni. Questo travisava la forza drammatica di Ciampa, così eroico e pieno di umanità, una umanità silenziosa e astuta che gli dà la forza di difendere la sua infelicità coniugale, contro la società ridicola di quel tempo. Un personaggio insomma apparentemente piccolo ma infinitamente grande.

6-mar

QUANTO BASTA

coreografia CLELIA PISCITELLO
luci DIEGO SACCHI

Moralità ed egoismo, la strada più facile contro quella più difficile, la paura di non essere quello che non vediamo in noi, il cercare qualcosa che già c’è, l’ascoltare troppo, il non ascoltare, amare per paura, il sesso per combattere la solitudine, le parole contro il silenzio e la resa dei conti.
Riflettere sul proprio io. L’atto. La presa di coscienza. L’elaborazione.
Il riconoscimento. L’accettazione. Raccogliere tutto ciò che avevamo ignorato.
Quanto basta per essere felici? Quanto basta per essere “Noi”? Quanto basta per farci del bene? Quanto basta per distruggerci? Quanto basta per…

Le dosi degli ingredienti devono essere corrette per rappresentarci realmente. Buona ricerca a tutti! Q.B.

23-mar

COME CRISTO COMANDA

di MICHELE LA GINESTRA
con ILARIA NESTOVITO
regia ROBERTO MARAFANTE

Anno 33 d. c., Palestina. È notte: due uomini, vestiti con tuniche e mantelli, sono seduti in bivacco in mezzo al deserto. Parlano sommessamente, si capisce che sono in fuga, ma nonostante ciò cercano di non far vedere la propria ansia discutendo delle cose di mangiare, di lavoro, del rapporto con l’altro sesso in modo scanzonato e divertito. Pian piano si intuisce che sono due soldati romani, ma non due qualsiasi: uno, Cassio, è il centurione alla guida dei legionari al momento della crocifissione di Gesù sul Golgota; l’altro è Stefano, un suo soldato, quello che diede da bere a Cristo acqua e aceto. L’evento che sconvolgerà l’umanità ha stravolto, anche le loro vite; i due non potranno fare a meno di confrontarsi, animatamente, alla ricerca di risposte… ma non tutto, nella vita, si può spiegare con l’esperienza e la logica! Ci sono delle emozioni, che vanno al di là dei cinque sensi, per spiegare le quali è necessario abbandonarsi all’ascolto e forse, solo allora, si riuscirà a sentire risuonare “una musica melodiosa”.

6-apr

IL TERZO INCOMODO

regia LUIGI MORETTI

Boccaccio è accorato dall’idea di essere terzo incomodo in quel Dante-Petrarca-Boccaccio in cui è incarcerato dal tempo e con il quale per certo passerà ai posteri. Tre brevi testi, tre coppie, Boccaccio e Fiammetta, Laura e suo marito Ugo di Sade, Dante e sua moglie Gemma Donati. Boccaccio terzo incomodo tra Dante e Petrarca, Petrarca tra Laura e suo marito, Beatrice tra Dante e sua moglie. I tre testi sono pensati e scritti da Lunari come tre brevi atti unici ma l’idea di rappresentarli distinti uno dopo l’altro non mi bastava, avevo bisogno di un’idea “collante” e l’input è arrivato da una definizione del dialogo dello stesso Lunari: “elegante simmetria di intreccio”. Non ho dunque esitato ad intrecciarli, intersecarli tra loro per dare vita a un gioco teatrale, sì arduo ma molto divertente, in cui i due attori entrano e escono continuamente da una coppia all’altra guidati da un disegno preciso in cui l’eleganza formale dei testi di Lunari non viene compromessa e il gioco di ironia e irriverenza viene esaltato da un ritmo serrato e vivace. Dante e Petrarca senza rispetto alcuno vengono fatti a pezzi e Boccaccio avrà finalmente il suo gioioso riscatto.